Capire chi paga il notaio nella compravendita è uno dei primi dubbi che emergono quando si compra o si vende un immobile. La risposta “standard” è nota: spesso paga l’acquirente. Ma nella pratica entrano in gioco accordi tra le parti, tipologia di bene (casa, terreno), presenza di mutuo, regime fiscale (prima casa, seconda casa), oltre alle spese “collaterali” (agenzia, tecnici, documentazione). In questo articolo trovi una guida operativa: cosa fa il notaio, quali costi compongono la parcella, chi sostiene cosa, quando si paga e a cosa prestare attenzione nel rogito.
Indice
- Ruolo del notaio nella compravendita
- Chi paga il notaio nella vendita di una casa
- Chi paga il notaio nella compravendita di un terreno
- Chi sceglie il notaio nella compravendita
- Tempi e modalità di pagamento del notaio
- Tariffe e listino prezzi del notaio
- Spese a carico dell’acquirente nella compravendita
- Altri costi nella compravendita immobiliare
- Domande frequenti
Ruolo del notaio nella compravendita
Nel linguaggio comune il notaio “fa il rogito”, ma in realtà svolge una funzione più ampia: è un pubblico ufficiale che garantisce legalità e certezza dell’operazione. Il suo intervento serve sia alle parti (venditore e acquirente) sia al sistema nel suo complesso, perché l’atto notarile produce effetti nei registri pubblici (trascrizione nei registri immobiliari, voltura catastale) e crea un documento con forza probatoria elevata.
In una compravendita immobiliare il notaio, in sintesi, verifica e coordina:
- Identità e capacità delle parti (chi firma, con quali poteri, se ci sono procure, società, eredi, ecc.).
- Provenienza e titolarità dell’immobile: controlli sugli atti precedenti per accertare che il venditore sia effettivamente proprietario e possa vendere.
- Ispezioni ipotecarie e verifiche su gravami (ipoteche, pignoramenti, domande giudiziali, servitù trascritte).
- Regolarità catastale e coerenza con i dati dichiarati in atto (nel perimetro delle verifiche previste).
- Pagamento delle imposte: il notaio spesso agisce come sostituto d’imposta per registrazione, ipotecaria e catastale, versandole all’Erario.
- Trascrizione e adempimenti successivi all’atto, fondamentali per rendere l’acquisto opponibile ai terzi.
Questo inquadramento è utile perché chiarisce anche una cosa: una parte rilevante di ciò che comunemente chiamiamo “costo del notaio” non è un compenso al professionista, ma tasse e spese vive che transitano dal notaio per ragioni operative e di legge.
Chi paga il notaio nella vendita di una casa
Per prassi, nella compravendita di una casa le spese notarili dell’atto di vendita (rogito) sono sostenute dall’acquirente. Il motivo è storico e pratico: è l’acquirente che ha interesse a rendere l’acquisto certo e trascritto. Detto questo, la regola “paga chi compra” non è un obbligo assoluto e inderogabile: le parti possono accordarsi diversamente, purché l’intesa sia chiara e coerente con ciò che viene effettivamente pagato e da chi.
Va inoltre distinto l’atto principale (la compravendita) da eventuali atti accessori che possono coinvolgere più soggetti o finalità diverse: ad esempio, un’eventuale cancellazione di ipoteca, una procura, un atto integrativo o un mutuo con iscrizione ipotecaria. In questi casi la ripartizione dei costi può cambiare, e conviene ragionare “a pezzi” anziché con una sola etichetta.
Spese notarili a carico del venditore
Il venditore, in linea generale, non paga il notaio per il rogito di vendita se si segue la prassi, ma può trovarsi a sostenere alcune spese notarili proprie in situazioni specifiche. Ecco le più comuni:
- Atti o dichiarazioni pre-rogito: ad esempio una procura a vendere, oppure un atto per sanare situazioni ereditarie/quote (quando necessario e possibile).
- Cancellazione di ipoteca o gestione di vincoli: talvolta la cancellazione è “automatica” (in base alle regole applicabili ai mutui), altre volte può servire un intervento formale; i costi, quando dovuti, tendono a ricadere su chi ha contratto il debito, quindi sul venditore.
- Documentazione integrativa richiesta: se il notaio o l’acquirente chiedono documenti aggiuntivi (ad esempio attestazioni o certificazioni) che richiedono costi di ottenimento, spesso ricadono sul venditore, perché riguardano la sua “sfera” di disponibilità e responsabilità.
Un esempio pratico: se l’immobile deriva da successione e non sono stati completati alcuni passaggi documentali (ad esempio volture, accettazioni, o allineamenti necessari), il venditore potrebbe dover sostenere costi preliminari per rendere l’immobile vendibile. Questo non significa “pagare il rogito”, ma affrontare spese che, senza quegli adempimenti, renderebbero difficile o impossibile arrivare all’atto definitivo.
Tasse e costi aggiuntivi per il venditore
Un altro equivoco frequente è confondere le spese notarili con le spese “da venditore”. Anche quando il venditore non paga il notaio, può avere costi importanti legati alla vendita, tra cui:
- Eventuale plusvalenza: in alcuni casi la vendita genera una plusvalenza tassabile (ad esempio rivendita entro certe tempistiche e senza condizioni di esenzione). La valutazione è caso per caso e richiede attenzione.
- Spese per regolarizzazioni: aggiornamenti catastali, pratiche edilizie, attestazioni, accessi agli atti, adeguamenti documentali.
- Spese condominiali: la ripartizione tra venditore e acquirente segue regole specifiche (e accordi), ma spesso il venditore deve saldare quanto dovuto fino al trasferimento o gestire con l’amministratore eventuali conguagli.
Se stai valutando di vendere a Milano, può essere utile partire da una stima realistica: una valutazione immobiliare a Milano aiuta a impostare correttamente prezzo, tempistiche e margini, evitando sorprese quando emergono costi non preventivati.
Chi paga il notaio nella compravendita di un terreno
Nella compravendita di un terreno, la logica “paga l’acquirente” per il rogito resta spesso valida, ma cambiano alcuni elementi che possono incidere sul totale e sulla ripartizione dei costi. In particolare, per i terreni diventano centrali:
- Qualificazione del terreno (agricolo vs edificabile) e conseguenze fiscali.
- Verifiche urbanistiche più puntuali: destinazione, indici edificatori, eventuali vincoli.
- Confinazioni e frazionamenti: se si vende una porzione, può essere necessario un frazionamento catastale con costi tecnici (spesso prima del rogito).
In questi casi può accadere che il venditore sostenga spese tecniche preliminari (frazionamento, aggiornamenti) e l’acquirente sostenga i costi notarili e le imposte del trasferimento. Tuttavia, se il terreno presenta criticità (vincoli, servitù, difformità documentali), la negoziazione può portare a ripartizioni differenti. L’aspetto chiave è mettere per iscritto, già in proposta o preliminare, chi paga cosa e con quali tempistiche.
Chi sceglie il notaio nella compravendita
Di norma sceglie il notaio l’acquirente, proprio perché in prassi sostiene la spesa principale del rogito. Questa scelta non è solo “formale”: è utile che chi paga sia anche chi interloquisce direttamente sul preventivo, sulla documentazione, sulle tempistiche e sulle modalità di versamento delle imposte.
Detto questo, il venditore non è una parte passiva: può proporre un notaio di fiducia, soprattutto in contesti complessi (immobili con provenienze particolari, quote, successioni), o quando esistono esigenze logistiche (studio vicino, disponibilità in date specifiche). L’approccio più corretto è considerare il notaio come un soggetto terzo che deve operare con imparzialità, indipendentemente da chi lo “propone”.
Una buona prassi operativa è questa: si individuano 1–2 notai, si richiede un preventivo dettagliato, si condivide con l’altra parte una sintesi trasparente dei costi (compenso, imposte, spese vive) e si decide. Quando la trattativa riguarda Milano e il mercato è veloce, anche la chiarezza procedurale aiuta a evitare ritardi; per un contesto più ampio su come muoversi, puoi consultare la guida su vendere casa a Milano.
Tempi e modalità di pagamento del notaio
Quando si paga il notaio? Nella maggior parte dei casi il pagamento avviene in prossimità del rogito, spesso lo stesso giorno o poco prima, secondo le indicazioni dello studio notarile. È comune che il notaio richieda:
- un anticipo per coprire imposte e spese vive (ad esempio diritti, visure, bolli, registrazioni), specie se ci sono più adempimenti;
- il saldo dell’onorario e delle spese al momento dell’atto, oppure entro pochi giorni.
Le modalità di pagamento variano in base alle regole antiriciclaggio e alle prassi dello studio: bonifico bancario, assegni circolari, talvolta assegni bancari nei limiti consentiti. Nelle compravendite con mutuo, la banca ha proprie tempistiche per l’erogazione e ciò può incidere su come si organizzano i flussi. È importante coordinare con anticipo: il giorno dell’atto non dovrebbe essere il momento in cui “si scopre” che manca un bonifico, una contabile o un assegno.
Una nota pratica: chiedere allo studio notarile un prospetto con ripartizione tra imposte e compenso aiuta a comprendere cosa stai pagando davvero e a confrontare preventivi in modo corretto.
Tariffe e listino prezzi del notaio
Non esiste un “listino prezzi unico” valido per tutti: i costi notarili dipendono da più fattori. In generale, il preventivo include:
- Onorario: il compenso per l’attività professionale (redazione atto, verifiche, consulenza, responsabilità).
- Spese vive: visure, bolli, diritti, costi di trascrizione/voltura e altre anticipazioni.
- Imposte: registro/IVA (a seconda del caso), imposta ipotecaria e catastale, oltre a eventuali tributi legati all’operazione.
Il costo complessivo varia anche per:
- Valore dell’immobile e base imponibile (che può non coincidere sempre col prezzo, a seconda dei requisiti e delle regole applicabili).
- Presenza di mutuo: atto di mutuo, iscrizione ipotecaria, adempimenti aggiuntivi.
- Complessità documentale: provenienza, vincoli, regime patrimoniale coniugale, pluralità di venditori o acquirenti, ecc.
Per orientarti, è utile conoscere l’andamento del mercato: il valore di compravendita incide su imposte e spesso anche sulla struttura dei costi. Se ti serve un riferimento, puoi consultare la pagina sui prezzi degli immobili a Milano per avere un contesto sui range e sulle differenze tra zone e tipologie.
Spese a carico dell’acquirente nella compravendita
Oltre alla prassi secondo cui l’acquirente paga il notaio per il rogito, chi compra affronta una serie di voci che è bene separare mentalmente. Le principali sono:
- Imposte di acquisto: variano a seconda che si acquisti da privato o da impresa, e in base all’agevolazione prima casa. In caso di acquisto da impresa può applicarsi l’IVA; in caso di acquisto da privato di norma l’imposta di registro è la voce centrale.
- Spese notarili dell’atto di compravendita (onorario + spese vive) e, se presente, spese notarili del mutuo.
- Spese bancarie (se c’è mutuo): istruttoria, perizia, imposta sostitutiva (quando prevista), assicurazioni richieste dalla banca.
- Costi di consulenza tecnica: ad esempio verifiche urbanistiche o conformità, se si incarica un tecnico di parte per controlli aggiuntivi.
Un esempio concreto: due acquisti con lo stesso prezzo possono avere un costo complessivo molto diverso se uno è “prima casa” da privato e l’altro è “seconda casa” o acquisto da impresa con IVA. Per questo ha senso chiedere al notaio (e, se c’è, al consulente mutuo) un calcolo preventivo delle imposte, così da capire l’impegno economico reale prima di firmare.
Se stai pianificando l’acquisto, può esserti utile anche una guida su come impostare il budget in modo efficiente: Realdome ha pubblicato un approfondimento su comprare casa con cashback, che aiuta a ragionare su costi e ritorni economici legati al percorso d’acquisto (in funzione delle condizioni applicabili).
Altri costi nella compravendita immobiliare
Il notaio è una parte del conto finale. In una compravendita ben gestita, la differenza tra un’esperienza lineare e una piena di attriti spesso sta nella capacità di mappare tutti i costi e assegnarli correttamente fin dall’inizio: chi paga le verifiche, chi paga le pratiche tecniche, chi paga mediazione e quando. Questo vale in modo particolare in città come Milano, dove le tempistiche incidono sulle scelte (e il rischio di perdere un’opportunità per ritardi documentali è reale).
Chi paga l’agenzia immobiliare
La provvigione dell’agenzia immobiliare, quando c’è mediazione, è normalmente pagata da entrambe le parti (venditore e acquirente) secondo quanto stabilito nell’incarico e negli accordi sottoscritti. La percentuale e le condizioni variano e devono essere trasparenti sin dall’inizio: chi paga, quanto, quando matura il diritto alla provvigione (ad esempio alla sottoscrizione del preliminare o al rogito) e cosa è incluso nel servizio.
Per orientarti tra modelli di servizio e criteri di scelta, sono utili questi approfondimenti:
- come scegliere un’agenzia immobiliare a Milano, per valutare metodo, trasparenza e qualità operativa;
- agenzie immobiliari a Milano, per capire il panorama e i servizi tipici;
- migliori agenzie immobiliari a Milano, utile per confrontare approcci e specializzazioni;
- vendita con agenzie partner, per comprendere un modello organizzato con rete di professionisti.
Un punto di attenzione: la provvigione non sostituisce i controlli. Anche con un’agenzia, l’acquirente dovrebbe comprendere bene che cosa viene verificato e che cosa resta in capo a notaio, tecnico e parti. La chiarezza contrattuale evita contestazioni a distanza di mesi.
Chi paga il geometra
Il geometra (o un tecnico abilitato) entra in gioco quando servono verifiche o pratiche: conformità catastale, rilievi, aggiornamenti planimetrici, accessi agli atti, sanatorie, APE, pratiche edilizie. Non esiste una regola unica: paga chi ha interesse o obbligo a produrre quel documento o a risolvere quel problema.
In una vendita “ordinaria”, molte attività ricadono sul venditore perché servono a consegnare un immobile documentato e coerente (ad esempio aggiornare una planimetria non corrispondente allo stato di fatto). In altre situazioni, è l’acquirente a incaricare un tecnico di fiducia per una due diligence più approfondita rispetto al minimo documentale: ad esempio controlli puntuali su regolarità urbanistica e titoli edilizi, soprattutto per immobili ristrutturati o con modifiche interne. La soluzione più solida è definire in proposta o preliminare: quali controlli vengono fatti, con quali tempi, e cosa accade se emergono difformità (chi paga, chi ripristina, quali termini per recedere o rinegoziare).
Domande frequenti
Chi paga il notaio, chi vende o chi acquista?
Nella prassi italiana paga l’acquirente le spese notarili dell’atto di compravendita, perché ha interesse alla trascrizione e alla certezza del trasferimento. Tuttavia, le parti possono accordarsi in modo diverso. Inoltre, il venditore può sostenere spese notarili proprie (procure, cancellazioni, atti collegati) e costi tecnici o fiscali legati alla vendita. La regola utile è distinguere: rogito (di solito a carico dell’acquirente) vs spese per rendere vendibile l’immobile (spesso a carico del venditore).
Quali sono le spese a carico del venditore di un immobile?
Le principali spese del venditore possono includere: costi per regolarizzazioni documentali e tecniche (catasto/edilizia), eventuale plusvalenza se dovuta, gestione di vincoli o debiti (ad esempio estinzione di mutuo residuo), e provvigione di agenzia se prevista. A ciò si aggiungono aspetti condominiali (pagamenti e conguagli) e, se l’immobile ha una provenienza complessa (successione, divisioni), i costi per completare gli adempimenti necessari a vendere senza blocchi.
Quanto costa il notaio per l’acquisto della prima casa nel 2025?
Non è possibile indicare una cifra unica senza rischiare di essere fuorvianti, perché il totale dipende da prezzo/valore imponibile, tipo di venditore (privato o impresa), presenza di mutuo, complessità dell’atto e imposte applicabili. Il metodo corretto è chiedere al notaio un preventivo analitico che separi chiaramente: onorario, spese vive e imposte. Se stai confrontando più preventivi, confronta “a parità di scenario” (stesso prezzo, stessa agevolazione, stesso mutuo), altrimenti le differenze possono dipendere dalle imposte e non dal compenso.
A cosa stare attenti quando si fa il rogito?
Al rogito è importante arrivare con tutto già verificato. In particolare: corrispondenza tra dati catastali e immobile, assenza (o gestione) di ipoteche e gravami, chiarezza su pertinenze (box, cantina), conformità delle dichiarazioni in atto, importi e modalità di pagamento tracciabili, e ripartizione delle spese condominiali. Se c’è mutuo, verifica che banca e notaio abbiano allineato tempi di erogazione, condizioni e documenti. Infine, assicurati che quanto concordato in proposta o preliminare (arredi inclusi, tempi di consegna, penali) sia coerente con ciò che viene riportato o richiamato.
Il notaio va pagato subito nella compravendita?
Di norma il notaio viene pagato a ridosso del rogito: spesso con anticipo per imposte e spese e saldo il giorno dell’atto o secondo accordi con lo studio. Se firmi un preliminare dal notaio (evento non sempre necessario), potrebbero esserci costi anticipati per quell’atto specifico. In ogni caso, chiedi sempre una scaletta dei pagamenti (acconti/saldi) e una stima delle imposte, così da non arrivare al rogito con importi inattesi.
Gestire bene la ripartizione delle spese significa, in pratica, ridurre il rischio di rallentamenti e incomprensioni. Che tu stia acquistando o vendendo, l’obiettivo è mettere in fila documenti, tempi e responsabilità già prima del preliminare. Quando il quadro economico è chiaro, diventa più semplice negoziare, programmare il mutuo e arrivare al rogito con un’operazione lineare.
























